Granada con bambini – Spagna

Granada con bambini – Spagna

Cosa vedere a Granada con bambini – Alhambra il gioiello rosso – Dove dormire

Granada con bambini significa percorre il fascino della Spagna unito alla magia del mondo arabo, perché proprio a Granada si respira questa affascinante unione.

«Fai l’elemosina, o donna, perché non c’è pena più grande che essere cieco a Granada », diceva il poeta messicano Francisco A. de Icaza e che troviamo inciso su una piccola lapide di marmo vicino alla cattedrale, proprio per ricordare la bellezza di questa città dell’Andalusia, un po’ moresca e un po’ gitana.

Granada incanta, per il labirintico centro storico, per la Capilla Real voluta da Ferdinando II adiacente alla Cattedrale di stile rinascimentale. Un mausoleo di architettura gotica, che conserva le salme dei re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando II di Aragona, insieme alla figlia Giovanna la pazza con il marito Filippo il Bello, circondate da preziose opere d’arte compreso un quadro del Botticcelli.

Alhambra, la fortezza rossa

Il gioiello di Granada è, tuttavia, la Alhambra, Al Qal’a al-Hamra in arabo, la “fortezza rossa”, ultimo baluardo del potere musulmano in Europa caduto per mano dei re cattolici il 2 gennaio 1492.

Granada Alhambra
Granada Alhambra

La visita è d’obbligo, la coda è sempre un po’ lunga, ma la ricchezza delle sale, gli stucchi, i colori gli odori delle spezie ci preparano a qualcosa di incantevole, il Patio dei Leoni.

Granada Il patio dei Leoni
Granada Il patio dei Leoni

Si tratta di una stupenda fontana di marmo composta da un girotondo di dodici leoni dalla cui bocca sgorga acqua di sorgente freschissima, che delimita il patio scorrendo dentro uno stretto canale perimetrale definito anche da un porticato formato da archi sorretti da esili e sottili colonne. Su questa vista si affacciava l’harem di Muhammad V.

Granada Alhambra il Patio
Granada Alhambra il Patio

I bambini rimangono a bocca aperta di fronte alla Alhambra, anche perché difficilmente abituati agli splendori dell’arte araba.

Una storia sulla Alhambra

La leggenda narra che Boabdil, l’ultimo sultano della dinastia dei Nasridi,  era in viaggio verso l’esilio con il suo corteo regale. Ad un certo punto raggiunse una roccia dalla quale si vedeva il panorama della città di Granada; così trattenne il suo cavallo e, dirigendo lo sguardo per l’ultima volta all’Alhambra ed alla verde valle che la circondava, scoppiò in lacrime. La madre, che lo accompagnava, vedendolo in lacrime, gli disse: «Non piangere come una donna per ciò che non hai saputo difendere come un uomo». Davvero affascinante!

I giardini arabi di Generalife

Continuiamo la nostra avventura a Granada con bambini, perché attorno alla fortezza si distendono i giardini arabi di Generalife. Infatti è Patrimonio Culturale dell’Umanità grazie ai suoi curatissimi giardini, agli orti, alle fontane. Ricordano il Paradiso come immaginato dagli Arabi: semplicemente stupendo! Non perdete la Escalera del Agua, caratteristica scalinata dove sui corrimano di pietra bianca scorre veloce un’acqua di sorgente fredda.

Il quartiere arabo

Subito dopo, arrampicato sulla collina, visitate il quartiere arabo dell’Albaicín, risalente al passato dominio medievale dei mori. Una sorta di labirinto verticale formato da piccole case bianche, patii interni da mille e una notte detti Càrmenes, da fontane e da giardini fioriti con intrecci di buganvillee multicolore e gelsomini profumatissimi.

granada araba
Granada profuma della civiltà araba

Dopodiché, attraversando pian piano i ripidi vicoli, arriviamo al mirador di San Nicolàs, un piazzale dove ci sono sempre dei ragazzi che suonano, cantano e danzano il flamenco. Approfittatene per ammirare tutto lo splendore dell’Alhambra con una bella vista sul Palacio Nazaries e con l’incantevole sfondo della Sierra Nevada. Tra l’altro è la catena montuosa con le cime più alte della Spagna e si trova a soli 35 chilometri da Granada. Quindi potete scegliere facilmente se dedicarvi alla montagna o godere delle acque miti del Mediterraneo, poichè distano dalla città circa settanta chilometri.

Granada
Granada

A pochi passi dal moresco Albaicín troviamo le grotte del Sacromonte famoso per le sue cuevas, case scavate nella roccia dove vivono ancora antiche famiglie gitane.

Prendiamo il trenino, bimbi!

Ma restiamo nel centro e, per la gioia dei bambini, prendiamo il trenino dal quale si può scendere e risalire ad ogni fermata; costa solo 8 euro e il biglietto vale per l’intera giornata.

Dove mangiare a Granada con bambini

Più tardi una passeggiata sulla Gran Via per sostare al caffè Colon per un buon espresso o per un ottimo gelato italiano a qualche decina di metri più avanti. La gelateria è sempre affollata, ma niente paura, i granadini sono sempre velocissimi nel servire la clientela. Una velocità che possiamo riscontrare anche a pranzo o a cena, nei caratteristici locali del centro.

Los Diamantes è ideale per chi ama le fritture di pesce freschissimo e la Bodega Castaneda, tipicamente spagnola.

Fermatevi anche in una delle numerose taverne e locali multietnici, che si incrociano nel centro: non abbiamo che l’imbarazzo della scelta.

Granada è la capitale delle famosissime tapas, piccoli assaggi  di qualsiasi  pietanza, che vengono servite sia nei ristoranti che nei bar; in questi ultimi vengono offerte gratuitamente ogni volta che chiediamo qualcosa da bere.

La città della scienza

A Granada con i bambini non si può perdere una visita alla città della scienza. Che dire? Solo il padiglione dedicato ai rapaci vale la visita. In primo luogo è molto ben organizzato, ma soprattutto capace di catturare l’attenzione dei bambini che conosceranno da vicino i bellissimi gufi reali nelle azioni di caccia, le acrobazie dei falchi, il muso buffissimo dei barbagianni e la camminata un po’ inquietante delle aquile e degli avvoltoi.

Dove dormire a Granada con bambini

Noi abbiamo scelto di soggiornare in pieno centro, nel favoloso Five senses. Davvero un’ottima scelta!

Nei dintorni di Granada

Dedichiamo a Granada almeno quattro giorni. Inoltre, non dimentichiamo Cordoba e Siviglia (di cui vi parleremo prossimamente) perché, al ritorno, possiamo raccontare agli amici di esserci impadroniti della vera anima caliente ed ospitale della cultura spagnola (completamente diversa da Madrid e Barcellona).

Alè amigos, adelante!!!

Ringrazio il buon Paolo per questo post! Un grande!

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