Cosa abbiamo ereditato dagli arabi

Una rassegna su cosa abbiamo ereditato dagli arabi, dagli alimenti introdotti dagli arabi a cosa hanno portato gli arabi in Italia, passando le innovazioni degli arabi nel medioevo, strumenti di precisione ed invenzioni arabe, anche in medicina.

Qualche settimana fa mi hanno chiesto cosa abbiamo ereditato dagli arabi in una conversazione con una viaggiatrice molto scettica dell’intero mondo musulmano. Non si tratta di un pregiudizio vacuo, ma ricorrente. Poiché sono convinto che ogni persona ed ogni cultura abbiano qualcosa da insegnare a chiunque, ho risposto brevemente sull’importanza del loro apporto, ma mi ripromettevo di approfondire la questione e stendere due righe. Questo articolo nasce proprio da questo stimolo.

Cosa abbiamo ereditato dagli arabi – Le mie fonti

Molte persone conoscono Clifford Wright come studioso e autore di importanti opere sulla politica degli Stati Uniti nel Medio Oriente. Pochi sanno che era anche un ottimo cuoco e della sua passione per il mondo della cucina araba-siciliana. Wright cucina per la sua famiglia: Najwa al-Qattan, la moglie, studiosa palestinese e dottoranda in storia ebraica all’Università di Harvard, ed i loro tre figli piccoli.

“Ero interessato alla mancanza di conoscenza degli arabi in Occidente, in particolare del contributo arabo alla civiltà dell’Europa occidentale” – diceva. “Spesso la cultura e la storia sono meglio rappresentate dal cibo. Fa parte della storia che puoi davvero toccare.”

Alimenti introdotti dagli arabi

Tutta la tradizione della cucina italiana deve molto all’influenza araba. In particolare, la Sicilia è la prima intermediaria tra le due esperienze e porta tra l’Europa occidentale ed il mondo islamico.

Gli Arabi hanno controllato la Sicilia dall’anno 827 al 1091. Non erano stati i primi e non sarebbero certamente stati gli ultimi. Greci, romani, normanni, spagnoli, francesi ed italiani hanno dato il proprio contributo a questa felice miscela. Per questo motivo è interessante come un piatto tipico come gli arancini hanno una storia complessa. Gli Arabi hanno introdotto riso e zafferano, i Francesi il ragù del ripieno.

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Pensiamo anche a succo d’arancia, uvetta e pinoli nel ripieno di pesce spada. I Siciliani conoscevano giò questi ingrediente, ma l’accostamento agrodolce è arabo.

Riconduciamo con facilità il couscous al mondo arabo (significa piccole palline), ma non dimentichiamo che il piatto cucinato in Tunisia è completamente diverso perché si cuoce il grano a vapore sul brodo di carne e si serve con pezzi di agnello al vapore e verdure. Al contrario, in Sicilia cucinano il grano a vapore su un brodo di pesce, chiamato la ghiotta.

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Cous cous

L’uso del grano duro risale alla rivoluzione agricola islamica nell’VIII, IX e X secolo e risale all’Africa orientale. Grazie a questa scoperta abbiamo la pasta di grano duro, il couscous e anche delle gallette di pasta dura o biscotto di mare.

Cosa hanno portato gli arabi in Sicilia

Spaziose case bianche con piccole finestre, un porticato, un cortile, piante e fontane sono l’espressione per eccellenza dell’amore degli Arabi per la vita sociale. Mangiare e bere in compagnia, ballare, suonare sono la massima espressione per gli Arabi… e per gli Italiani di oggi.

Non dimentichiamo le innovazioni degli arabi nel medioevo. Ad esempio, a Palermo nascevano scuole arabe e l’insegnamento della sfericità della Terra (vero terrore per la Chiesa cristiana) ed i punti cardinali. Non possiamo certamente dimenticare lo studio delle stelle e della stessa terminologia relativa, quando parliamo di azimut o zenit.

Cosa vedere a Palermo in un giorno

Palazzo dei Normanni a Palermo

Invenzioni arabe in agricoltura

Arriviamo così anche all’agricoltura. gli Arabi portarono innovazioni: le irrigazioni dei giardini, la coltivazione del cotone, della canna da zucchero, del riso, dell’arancio, della seta.

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Cosa hanno portato gli arabi in Italia

La Sicilia, sebbene isola, non era ovviamente estranea al mondo intorno a sé. In particolare, Amalfi, Salerno, Napoli e Gaeta erano porti e porte, che permetteranno alle scoperte ed alle invenzioni arabe di diffondersi fino a tutta l’Italia settentrionale.

La cultura araba ha assorbito nelle sue conquiste il meglio delle conoscenze dei popoli incontrati: bizantini, siriani ed ebrei con i loro patrimoni greci. Nuove attività e nuovi prodotti in campo medico, chimico e farmaceutico, ma anche tessile (lino, lana e cotone) e ceramico, così come nella invenzione di strumenti di precisione e di misura.

Fondamentale, inoltre, la produzione letteraria e la traduzione di opere di autori come Platone, Aristotele, Euclide, Archimede e tanti altri. In questo modo l’Occidente conoscerà questi importanti scienziati e sapienti.

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